27 Febbraio 2024

Intervista a Marzia Caccioppoli

A cura di Pasquale Maglione

La storia di Marzia Caccioppoli è una delle tante che appartengono a quei genitori che hanno perso i propri figli a causa dei veleni dell’inquinamento ambientale presenti nella cosiddetta Terra dei Fuochi in Campania.

Poco dopo la scomparsa di suo figlio Antonio, di dieci anni, Marzia ha capito che a partire da quel dolore che solo una mamma può provare, doveva intraprendere una nuova vita, diversa da quella che aveva sempre sognato, iniziando così una vera e propria battaglia contro gli sversamenti e le combustioni dei rifiuti tossici. Marzia Caccioppoli ha deciso di fondare il comitato “Noi genitori di tutti”, rivolto a tutte le  persone che vivono il suo stesso dramma; il Comitato nasce il 20 dicembre 2013 e si propone di operare in tutta la Campania. Lo scopo dell’Associazione è di stringere patti di solidarietà e sostegno verso le famiglie che vivono un disagio come quello di Marzia.

Domanda: «Sono passati quasi 8 anni dalla scomparsa di tuo figlio a causa dell’inquinamento delle nostre terre, identificate come Terra dei Fuochi. A distanza di anni come vivi la tua quotidianità?»

Marzia: «Il dolore è sempre più profondo, ogni anno che passa per una madre che perde il figlio è un solco che scava sempre più giù; però c’è un’evoluzione del dolore, un’accettazione anche se così “tossica” per la salute perché c’è dentro di me quella parte che si sente male, quando si chiudono le finestre – quando si spengono le luci – quando il mondo non vede quel buco nell’anima che hai ed è così silenzioso ma così forte il dolore che Io dico sempre: il dolore di una madre se si potesse amplificare e sentire, sarebbe un boato così forte che rischierebbe di far cadere il cielo in terra. Questo per me è anno per anno sempre di più – tra l’altro ad Ottobre, Antonio avrebbe compiuto 18 anni ed è un anno terribile per me e forse lo sarà anche il giorno in cui tutti i suoi amici si sposeranno, ma 18 anni per me erano molto importanti perché lui avrebbe dovuto dedicarmi “A te” di Jovanotti e avremmo dovuto fare un lento insieme. Poi si mette anche la situazione che Antonio è il mio unico figlio e quindi io sto consumando la mia vita per la lotta e la militanza a favore delle future generazioni – io consumo la mia vita, la mia voce, le mie denunce e la mia salute affinché la situazione cambi.»

Domanda: «Cosa ti manca di più di tuo figlio Antonio?»

Marzia Caccioppoli col figlio Antonio

Marzia: «Mi manca il profumo della sua pelle, gli abbracci, il sentirsi dire “mammina” – questo mi manca, anche perché mio figlio avrà per sempre 10 anni, in definitiva non lo so nemmeno immaginare.»

Domanda: «Alle mamme, alle persone che soffrono come te, consigli di denunciare e di fare qualcosa così come hai fatto tu?»

Marzia: «Se restiamo in silenzio e pochi di noi a lottare, ci vorrà tanto tempo per cambiare le cose anche se le cose stanno cambiando. Diciamo che in 8 anni abbiamo ottenuto tanti risultati ma se fossimo tanti, ancora di più e  tanti altri genitori, ovviamente si amplierebbe tutto, avendo un impatto mediatico; ma comprendo anche che non tutti i genitori sentono la forza di affrontare questa tematica che è molto ampia – talvolta ti demotivano delle battaglie perse e invece è proprio lì che devi trovare più forza per andare avanti e ottenere una rivincita su quella che hai perso. Credo che il coraggio è intrinseco nella personalità perché io ad esempio ho sempre avuto un carattere molto forte, una personalità molto grintosa, anche a scuola ed il coraggio che ho oggi mi permette di non temere nulla, la denuncia per me è in todo, non mi fermo al 50%. Penso sempre che se il Signore mi abbia lasciato qui, in terra dopo l’assenza di mio figlio che mai avrei potuto immaginare di poter vivere senza, allora vuol dire che la mia vita dovrà essere consumata a favore dei giovani e per le future generazioni. Sembrerà strano ma io amo ancora di più la vita da quando non c’è più mio figlio perché lo vivo proprio come un miracolo, in fondo la vita è un grande miracolo.»

Domanda: «Marzia, da cittadina, cosa pensi della Terra dei Fuochi, del Triangolo della morte?»

Marzia: «Il Triangolo della morte con 88 comuni compresi nella Terra dei Fuochi e dunque è una vasta area.Terra dei Fuochi è un nome che ci è stato attribuito tempo fa e il fenomeno è noto in tutto il mondo ormai; noi siamo presi come monito, nel senso che altre regioni d’Italia hanno capito che devono combattere contro i reati ambientali e anche se c’è un lavoro da difendere, bisogna combattere affinché le industrie diventino più virtuose per non rilasciare tossicità. Noi, invece, non avendo aziende ma avendo avuto solamente i veleni delle aziende del Nord e dei Paesi Esteri, abbiamo avuto più forza e coraggio di denunciare perché non dovevamo tutelare i posti di lavoro, quindi siamo stati molto più forti perché avevamo una forza nata dalla mancanza dei posti di lavoro – mancanza di industrie ma i veleni delle aziende. Lo sversamento dei rifiuti è dato dal consenso di qualcuno che ha permesso di entrare in Campania e non parlo della camorra perché ovviamente dalla camorra non ci si aspetta nulla di buono ma non pensi che parte di Stato che possa essere tuo padre che è genitore, possa minare in qualche modo alla tua salute, condannandoti a morte.»

Domanda: «Cosa diresti, invece, a coloro che sotterrano ancora oggi i rifiuti tossici? A coloro che alimentano il fenomeno della Terra dei Fuochi?»

Marzia: «Ai mafiosi? Qualche mafioso pentito c’è e non ho nulla da dire perché hanno scelto di fare quel “lavoro” e quindi tengo le distanze ma alle Istituzioni – ai Poteri forti vorrei dire qualcosa: che tra di loro non c’è mai nessun pentito e questo la dice chiara, ovvero che i veri poteri mafiosi li abbiamo intorno a noi.»

Domanda: «Qual è il futuro che ti immagini? Soprattutto per noi giovani.»

Marzia: «Mi dispiace ma il futuro sarà anche nelle vostre mani e questo mi duole tantissimo – voi sarete i nuovi amministratori dello Stato, se riuscite a recepire i nostri messaggi e noi siamo bravi nel farveli passare, posso io andare un giorno a riposarmi, lasciando lo scettro a qualcun’altro che continui a combattere per i territori – quindi aspetto che tra un tot. di anni ci siano il 50/60% delle bonifiche fatte, ci sia una riconversione delle micro aziende e che non si sversi più materiale illecito – aspetto che i laghi e fiumi siano incontaminati ma questo gran lavoro sarà svolto soprattutto da voi giovani. Voi sarete il nostro futuro»